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Chi c'è dietro

Il laboratorio nasce dall'incontro tra competenze diverse: scrittura creativa, pedagogia degli adulti, storia orale. Non è un corso di letteratura. È uno spazio di lavoro.

Ritratto della conduttrice del laboratorio, donna di circa cinquant'anni con espressione aperta e cordiale, in libreria

La conduttrice del laboratorio

Formatrice in scrittura memorialistica

Laureata in Lettere con specializzazione in letterature autobiografiche, ha lavorato per anni come formatrice nell'ambito della scrittura creativa per adulti. Ha frequentato il master in Pedagogia degli adulti e ha approfondito le metodologie della storia orale e della narrazione di sé.

Il laboratorio nasce da una domanda semplice: quante storie importanti scompaiono perché nessuno le ha mai messe per iscritto? La risposta è diventata un progetto concreto, radicato a Bologna, pensato per persone comuni con storie non comuni.

Conduce il laboratorio con un approccio non valutativo. Il suo compito non è giudicare la qualità letteraria dei testi, ma aiutare ogni partecipante a trovare la propria voce e a usarla con fiducia.

Il team di supporto

Consulente archivistico seduto a un tavolo con documenti storici e fotografie, uomo di circa quarantacinque anni con occhiali

Consulente archivistico

Ricerca e organizzazione dei materiali storici

Supporta i partecipanti nell'organizzazione dei materiali documentali: fotografie, lettere, atti. Offre consulenza su come integrare le fonti primarie nel racconto autobiografico.

Artigiana rilegratrice al lavoro su un manoscritto, mani che cuciono le pagine con filo di lino su un banco da lavoro illuminato

Artigiana rilegratrice

Rilegatura artigianale dei manoscritti finali

Collabora con il laboratorio per la rilegatura artigianale dei manoscritti conclusivi. Ogni libro viene rilegato a mano con tecniche tradizionali bolognesi.

Perché questo laboratorio esiste

Senza pretese letterarie

La scrittura autobiografica non ha bisogno di essere letteratura. Deve essere vera, precisa, capace di trasmettere. Questi sono gli unici criteri che contano nel laboratorio.

Uno spazio sicuro

Quello che si scrive e si condivide in sala rimane in sala. Il gruppo lavora su un patto di riservatezza reciproca. Nessun testo viene pubblicato senza il consenso esplicito dell'autore.

Il tempo giusto

Quindicinale non è un caso. Due settimane tra un incontro e l'altro lasciano spazio per scrivere a casa, per far emergere nuovi ricordi, per tornare in sala con materiale fresco.

Un atto di conservazione

Ogni manoscritto rilegato è un archivio personale. Molti partecipanti scrivono per i figli, per i nipoti, per chi verrà. La scrittura autobiografica è un gesto di cura verso il futuro.

Hai domande sul laboratorio?

Scrivici. Rispondiamo a ogni richiesta di informazioni in modo personale e dettagliato.

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